Energy regulation, a bridge to 2025: che strano compito per il mercato elettrico

AgiEnergia – Ottobre 14, 2014

Diceva Hayek che “la scienza economica ha lo strano compito di dimostrare agli uomini quanto poco effettivamente conoscano di ciò che essi credono di poter progettare”. Da una lettura del consultation paper dell’Agenzia per la Cooperazione dei Regolatori dell’Energia (ACER – Agency for the Cooperation of Energy Regulators), “ Energy regulation: a bridge to 2025 ”, sembrerebbe che ai regolatori spetti un compito simile a quello che Hayek ravvisa per la scienza economica.

Il documento in questione riassume la posizione di ACER circa i temi che i regolatori europei hanno individuato quali prioritari, nei prossimi dieci anni, per la realizzazione di un mercato interno dell’energia elettrica e del gas. Il paper ACER è il risultato di un articolato processo di consultazione iniziato nel novembre 2013 e che ha incluso un documento di pre-consultazione, tre workshop, una conferenza, e un documento di consultazione vero e proprio che ha visto la partecipazione di cento quarantuno diversi stakeholder.

Le raccomandazioni espresse nel documento dell’Agenzia con riferimento agli obiettivi regolatori e di market design da promuovere, al 2025, per la realizzazione del mercato interno dell’energia elettrica sembrano non tener conto di ciò che ha per esempio insegnato il Terzo Pacchetto Energia circa la capacità dei diversi Stati Membri di assumere un commitment credibile verso la realizzazione di prescrizioni di policy europee. Cosa più in generale vera in assenza di meccanismi di enforcement che ne sanzionino l’eventuale mancata implementazione.

A sette anni dall’emanazione della Direttiva 2009/72/EC ancora molti passi devono essere compiuti da diversi paesi, per esempio, rispetto a uno dei pilastri di questo provvedimento, ossia la realizzazione di mercati retail dell’energia elettrica pienamente liberalizzati.

Non è forse un caso che l’agenda al 2025 dell’Agenzia offra uno spazio significativo agli obiettivi, e alle conseguenti linee d’azione, da promuovere per la realizzazione di mercati retail nazionali liberalizzati e integrati. Mercati in cui i consumatori possono esercitare pienamente il diritto a scegliere il servizio di fornitura che ritengono meglio adattarsi alle proprie esigenze e in cui questi ultimi assumono un ruolo attivo e consapevole, non solo gestendo e adattando i propri consumi in tempo reale, ma fornendo servizi di flessibilità al sistema elettrico.

Ribadendo la crucialità della rimozione di forme di regolazione di prezzo al dettaglio per la realizzazione dello scenario descritto, coerentemente con le raccomandazioni e preoccupazioni già espresse nel suo Market Monitoring Report del 2013, ACER sottolinea come mercati retail liberalizzati siano inoltre la condizione necessaria per lo sviluppo di strumenti di DSR (Demand Side Response) capaci di fornire servizi di flessibilità inclusi in un sistema integrato di gestione della sicurezza del sistema elettrico.

L’Agenzia vede la domanda, infatti, come componente essenziale di un approccio integrato alla sicurezza del sistema elettrico che dovrebbe basarsi, più che su CRMs (Capacity Remuneration Mechanisms) nazionali eterogenei, sull’integrazione di strumenti diversi come capacità di generazione, DSR, e interconnessioni.
Non sfugge ad ACER che a tale gestione integrata della sicurezza del sistema elettrico debbano contribuire, sia pure in modo indiretto, le fonti rinnovabili intermittenti attraverso un contributo alla gestione degli sbilanciamenti del sistema da esse stesse causati. Responsabilizzazione complementare a incentivi da cui la generazione rinnovabile non può prescindere da oggi al 2025, ritiene l’Agenzia, sia pure dovendo prestare attenzione a che essi non generino effetti distorsivi sul mercato.

Anche l’efficienza energetica – che per ACER è una componente fondamentale del mix energetico dei prossimi anni, verso cui debbono essere dispiegati tutti gli sforzi necessari per la sua promozione – rappresenterà una determinante importante di quello che, oltre alla liberalizzazione dei mercati retail, sembra essere per l’Agenzia uno dei due pilastri del mercato interno del futuro: la sicurezza del sistema elettrico.

Starà alle autorità di regolazione nazionali, con l’ausilio del CEER (Council of European Energy Regulators), cercare di perseguire e attuare programmi di monitoraggio, di definizione di standard e linee guida per il raggiungimento di quelle che i regolatori europei pensano essere, da oggi al 2025, le priorità per la realizzazione di un mercato interno dell’energia elettrica.

Viene però da chiedersi in virtù di quale meccanismo di enforcement o di quali maggiori costi eventualmente da sostenere, le autorità di regolazione nazionali possano rendere credibile il loro commitment nel perseguire tali priorità.

Difficile per esempio ipotizzare come si possa, in tempi ragionevoli e non senza costi, passare a un approccio coerente e integrato di gestione della sicurezza del sistema elettrico quando diversi paesi hanno già in piedi (o stanno per adottare) un proprio meccanismo di remunerazione della capacità di generazione che in taluni casi non prevede, volutamente, la partecipazione della domanda.
Senza contare, inoltre, che stanti le raccomandazioni di ACER, l’efficienza energetica giocherà probabilmente un ruolo importante nei prossimi anni nel contro-bilanciare l’effetto delle rinnovabili sulla sicurezza del sistema.

Analogamente, e complementare al punto di cui sopra, si tratta di comprendere attraverso quali meccanismi promuovere una piena concorrenza nei mercati retail. In particolare, in quei paesi che a sette anni dal terzo pacchetto energia mostrano ancora forti resistenze a rimuovere forme di tutela dei prezzi e a procedere a una più chiara definizione dei ruoli e delle linee di confine tra fornitori e distributori come auspicato dalla stessa ACER.

Allo stesso tempo è assai improbabile che le raccomandazioni espresse da ACER nel suo documento riflettano, per parafrasare Hayek, una scarsa conoscenza dei soggetti e del sistema che intendono guidare.

Piuttosto l’agenda ACER al 2025, che si basa sulle raccomandazioni espresse dagli stessi regolatori che hanno partecipato al processo di consultazione lanciato nel novembre 2013, ha il ruolo importante di modello benchmark cui tendere. Un modello del mercato interno dell’energia elettrica di first best cui guardare ex-post per cogliere e valutare eventuali deviazioni che si sono verificate nello sviluppo effettivo di tale mercato.

Non rimane quindi che sperare che nel caso del mercato elettrico europeo queste deviazioni siano minime, dati i vincoli di (ir) reversibilità dei processi e degli scostamenti già in atto e il poco tempo a disposizione per costruire il ponte verso il mercato interno del 2025.

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