La SEN e il taglio al costo dell’energia

lavoce.info – Novembre 27, 2012

È iniziata la consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale. Tra gli obiettivi, la riduzione del costo dell’energia per consumatori e imprese, uno degli ostacoli principali alla competitività della nostra economia. Ma sarà difficile realizzarlo.

Il 16 ottobre ha avuto inizio la consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale (Sen), documento programmatico che definisce gli obiettivi e gli interventi in materia di politica energetica nazionale da conseguirsi entro il 2020. Il periodo di consultazione, che terminerà il 30 novembre, consentirà agli attori interessati di esprimere le proprie osservazioni sul documento di bozza della Sen.

GLI OBIETTIVI DELLA SEN

Gli obiettivi principali che la Sen intende perseguire sono quattro: riduzione del costo dell’energia per i consumatori domestici e industriali; incremento della sicurezza e dell’indipendenza di approvvigionamento da paesi esteri, per quanto riguarda in particolare il settore del gas; raggiungimento e superamento dei target 20-20-20 definiti dall’Unione Europea; promozione della crescita economica sostenibile attraverso lo sviluppo del settore energetico.
La consultazione pubblica si apre con la domanda: “la definizione degli obiettivi principali implica delle scelte ditrade-off con altri obiettivi di politica energetica perseguibili. Quali eventuali obiettivi diversi dovrebbe indirizzare la Sen, tenendo conto del contesto internazionale e del punto di partenza del paese?”
Se volessimo rispondere alla domanda, occorrerebbe notare che più che un trade-off con altri obiettivi di politica energetica, sembra emergere un trade-off tra gli stessi obiettivi che la Sen intende conseguire. In particolare, sembra difficile poter conciliare la riduzione del costo dell’energia per i consumatori con gli altri obiettivi.
Alcuni degli interventi sembrano infatti concorrere, per le loro modalità di copertura finanziaria, a un incremento del costo dell’energia per i consumatori domestici e industriali, mantenendo così il divario esistente tra il nostro paese e il resto d’Europa. La Sen manca di un’analisi costi-benefici degli interventi, che sarebbe invece auspicabile per individuarne, tra l’altro, l’impatto sul costo dell’energia per i consumatori, la loro conseguente fattibilità, le priorità di realizzazione e la coerenza.
La riduzione del costo dell’energia è infatti fondamentale per la competitività della nostra economia. Le imprese italiane sostengono costi di produzione più elevati rispetto a quelli dei concorrenti stranieri. I consumatori si trovano a dover subire rincari dei beni e servizi che acquistano in conseguenza del fatto che i maggiori costi dell’energia vengono scaricati sui prezzi finali dei prodotti.

SICUREZZA DI APPROVVIGIONAMENTO PER IL GAS NATURALE

Un primo esempio di interventi che verosimilmente produrranno un incremento del costo dell’energia per i consumatori è la realizzazione di infrastrutture strategiche per assicurare sufficiente capacità di importazione e stoccaggio di gas naturale, allo scopo di favorire la sicurezza e l’indipendenza di approvvigionamento. Verrebbero realizzate “con garanzia di copertura dei costi di investimento a carico del sistema”. Non è difficile ipotizzare che una simile copertura possa tradursi in tutto o in parte in un aggravio di costi per i consumatori, a parità di altre condizioni.
Bisognerebbe inoltre riflettere sulla ragionevolezza di tali investimenti in un contesto, come quello europeo, caratterizzato da “una situazione di sovraccapacità strutturale rispetto alla domanda in condizioni normali di esercizio”, come si afferma nella stessa Sen.

SUPERAMENTO DEGLI OBIETTIVI 20-20-20

La Sen prevede il superamento del target previsto per il 2020 rispetto al consumo di energia da fonti rinnovabili: dovrebbe raggiungere la quota del 20 per cento, mentre quella europea fissata per l’Italia è del 17 per cento. Ciò corrisponderebbe a una quota pari al 36-38 per cento dei consumi finali da rinnovabili nel settore elettrico, al 20 per cento nel settore termico e al 10 per cento nei trasporti.
Per il settore elettrico, il superamento del target europeo avverrà attraverso lo stanziamento di ulteriori 3,5 miliardi di euro annui di incentivi, per un totale di circa 12,5 miliardi di euro l’anno, “con un impegno complessivo nei venti anni di ulteriori 70 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 170 già impegnati”.
Anche in questo caso, appare difficile coniugare l’obiettivo di riduzione del costo dell’energia per i consumatori con un incremento nello stanziamento degli incentivi per la produzione elettrica da fonti rinnovabili. Incentivi che già oggi coprono il 16 per cento circa del costo della bolletta elettrica. Inoltre, grazie anche ai generosi sussidi elargiti sino a oggi in particolare per la generazione fotovoltaica, l’obiettivo europeo è di prossimo raggiungimento: la produzione da fonti rinnovabili risulta attualmente pari, a circa 92 TWh, l’obiettivo al 2020 è di 100 TWh.
La crescita della generazione da fonti rinnovabili pone poi il problema di garantire la continuità nella fornitura di energia elettrica ai consumatori. A tal fine, tra le diverse misure previste, la Sen propone l’introduzione di un meccanismo di remunerazione della capacità di generazione convenzionale, il cosiddetto capacity payment. Il meccanismo consiste nel remunerare la capacità di generazione per il solo fatto di essere disponibile a produrre, indipendentemente dall’eventualità che venga poi prodotta energia elettrica. Rischia però di trasformarsi in una attribuzione di sussidi alla capacità esistente, il cui costo verrà sostenuto dai consumatori: un evidente ostacolo all’obiettivo di riduzione del costo dell’energia. Inoltre, dato l’eccesso di capacità di generazione presente e prospettico riconosciuto nella stessa Sen, ancor più importante diviene comprendere la reale necessità di un simile intervento.

CRESCITA ECONOMICA SOSTENIBILE E SVILUPPO DEL SETTORE ENERGETICO

Per favorire la crescita economica sostenibile attraverso lo sviluppo del settore energetico, la Sen ritiene fondamentale l’attività di ricerca e sviluppo di tecnologie all’avanguardia. E per incentivarla, prevede di attingere a risorse pubbliche quali: il Fondo rotativo Kyoto, il Fondo per lo sviluppo tecnologico e industriale in materia di fonti rinnovabili ed efficienza energetica e il Fondo per la ricerca di sistema del settore. Questi ultimi due, afferma la Sen, verranno alimentati con il gettito delle tariffe elettriche e del gas.
Ancora una volta, quindi, uno degli obiettivi principali della Sen verrà realizzato anche attraverso interventi posti a carico dei consumatori.
Ipotizzando che gli obiettivi previsti nella Sen possano essere realizzati – l’orizzonte del 2020 sembra infatti essere troppo vicino per poter parlare di strategia e sviluppare gli interventi per soddisfare tali obiettivi – sembra pertanto necessario capire come gli stessi possano coesistere, e quale priorità debba essere data a ciascuno di essi. Sarebbe perciò auspicabile un’analisi costi-benefici dei diversi interventi previsti: consentirebbe di comprendere se le misure previste siano di ostacolo alla riduzione del costo dell’energia per consumatori e imprese, e come quest’ultimo obiettivo dovrebbe essere invece conseguito con coerenza rispetto agli altri propositi della Sen, in quanto leva fondamentale per la competitività dell’economia italiana.

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