Energy Union: i meccanismi della capacità ostacolano l’integrazione dei mercati?

AgiEnergia  – Marzo 26, 2015

Interconnessioni, eliminazione della regolazione dei prezzi retail, integrazione della generazione rinnovabile, e armonizzazione delle regolazioni nazionali in fatto di meccanismi di incentivazione.

Questa, la linea della Commissione Europea che emerge dalla comunicazione sul pacchetto Energy Union, con riferimento al mercato elettrico.
Priorità che sembrano però avere peso diverso nell’agenda di Bruxelles.
Il documento non si esime infatti dall’esprimere, a più riprese, la preoccupazione in merito a possibili effetti distorsivi derivanti dall’adozione, a livello nazionale, di meccanismi di remunerazione della capacità di generazione eterogenei.
Una preoccupazione che spinge la Commissione a lanciare la presentazione, nel 2015, di una proposta di nuovo disegno del mercato elettrico interno e, nel 2016, di una nuova legislazione in fatto di mercati power.
Del resto, si afferma nella comunicazione, “un mercato interno dell’energia pienamente funzionante, che fornisce i segnali di investimento adeguati, è il mezzo migliore per ridurre la necessità di meccanismi di regolazione della capacità”.
La stessa preoccupazione veniva espressa nel 2013, in un documento sull’opportunità e compatibilità dell’intervento pubblico rispetto alla realizzazione di un mercato interno dell’energia elettrica, e ribadita più recentemente nel documento ACER A bridge to 2025 in cui l’Agenzia illustra le priorità da soddisfare per il raggiungimento di mercati dell’energia pienamente integrati.
Difficile non condividere la presa d’atto di Bruxelles e Lubiana dinanzi alla frammentarietà d’iniziative con cui gli Stati Membri stanno tentando di dare risposta alla questione dell’adeguatezza della capacità di generazione. Se Svizzera e Germania hanno deciso di fare affidamento su mercati energy-only, Italia, Francia e GB hanno deciso di dotarsi di capacity market i quali però differiscono tra loro rispetto a molteplici e importanti aspetti di mechanism design. Spagna, Irlanda e Portogallo, invece, continuano a fare affidamento sulle soluzioni adottate storicamente, i capacity payment, al pari di Svezia e Finlandia che continuano a impiegare meccanismi di riserva strategica per far fronte a eventuali problemi di adeguatezza della capacità di generazione.
Con molto pragmatismo la Commissione non arriva a porsi la domanda sul se, a fronte della crescente integrazione dei mercati, dell’auspicato ruolo dell’efficienza energetica, della generazione distribuita e dei trend attesi sui consumi, l’intervento pubblico rappresenti la soluzione ottimale al problema della gestione in sicurezza del sistema elettrico. Difficile, per gli elevati costi politici, fare marcia indietro su provvedimenti nazionali già in essere per quanto assai diversi e forse ridondanti.
Più efficace, forse, interrogarsi sul come limitare le eventuali esternalità negative derivanti dall’impiego di soluzioni eterogenee alla questione dell’adeguatezza della capacità di generazione.
Secondo un documento pubblicato due anni fa dal think thank  Regulatory Assistance Project (RAP) l’adozione di risposte differenziate al tema dell’esercizio in sicurezza del sistema elettrico potrebbe dare vita, in un contesto di mercati nazionali sempre più integrati, a due ordini di problemi.
Il primo sorgerebbe in presenza di ore di scarsità nei mercati energy-only interessati dal market coupling con mercati che adottano meccanismi quali capacity market o capacity payment. In tali ore, secondo RAP, i generatori che nel proprio mercato di riferimento beneficiano di un capacity payment o un capacity market otterrebbero una remunerazione aggiuntiva data dalla differenza tra il clearing price e il valore del proprio bid sul mercato energy-only. Conseguentemente, i consumatori del mercato che adotta un meccanismo di remunerazione della capacità si troverebbero a pagare di più, rispetto a quelli del mercato energy-only, per l’esercizio in sicurezza del sistema elettrico. Per contro, i consumatori del mercato energy-only beneficerebbero di un clearing price inferiore rispetto a quello che avrebbero sperimentato qualora non fossero intervenute le offerte dei generatori transfrontalieri che percepiscono una remunerazione aggiuntiva, nel proprio paese, per la disponibilità di capacità. Secondo il think thank americano simili situazioni determinerebbero una distorsione nell’allocazione dei costi e ricavi che il market coupling intende perseguire dal momento che, a parità di altre condizioni, tali effetti distorsivi non sono il riflesso di differenziali di costo sottostanti ma di interventi di policy eterogenei.
Il secondo ordine di preoccupazioni nasce dalla possibilità di far partecipare ai mercati della capacità nazionali impianti di generazione di altri paesi. Secondo RAP, a fronte di differenze significative nella remunerazione offerta da diversi meccanismi a supporto della capacità di generazione (sino all’estremo dell’assenza di remunerazione dei mercati energy-only), potrebbero sorgere problemi di sicurezza nei mercati i cui impianti decidono di offrire la propria capacità nelle aste dei mercati nazionali ritenuti più proficui. Per contro, effetti di spiazzamento della capacità meno efficiente  si verificherebbero nei mercati della capacità cui è ammessa a partecipare anche la generazione non domestica.
Più che soluzioni di claw-back, come auspicate dal think thank d’oltreoceano per mitigare gli effetti di natura redistributiva, il rimedio a entrambi i tipi di problemi è forse quella di pensare anche al tema dell’adeguatezza della capacità di generazione in ottica regionale, come auspicato dalla stessa Commissione e di fissare, conseguentemente, le condizioni per l’ammissione ai mercati della capacità nazionali della generazione non domestica. In questa direzione va per esempio il recentissimo report di valutazione circa l’adeguatezza della capacità di generazione elaborato dai TSO di Belgio, Francia Germania, Lussemburgo, Olanda e Svizzera. Ancora una volta, però, i meri auspici rischiano di rimanere intenti su carta senza adeguati meccanismi di enforcement vincolanti per i diversi Stati Membri.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...