Energia elettrica: la riforma tariffaria spiegata alla Signora Gina

Econopoly – Gennaio 7, 2016

A partire dal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma delle tariffe di rete e degli oneri generali di sistema per i consumatori domestici di energia elettrica. Il provvedimento, che andrà a regime con gradualità, è reso possibile dalla Delibera 582/2015/R/EEL dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (la sigla è AEEGSI) e persegue il superamento dell’attuale struttura progressiva delle due componenti tariffarie.

La misura è di quelle che pesano perché interesserà circa 30 milioni di consumatori domestici, ossia le utenze a uso abitativo, indipendentemente dal fatto che abbiano optato per il regime di maggior tutela o per il mercato libero. Il perimetro di applicazione sarà invece diverso a seconda che l’abitazione faccia riferimento alla residenza anagrafica oppure no.

Lo stato delle cose 

La tariffa per i servizi di rete è componente della bolletta elettrica (spiegata qui) a remunerazione delle attività di:

– trasporto dell’energia elettrica sulle reti di trasmissione nazionali in alta e altissima tensione, dagli impianti di generazione sino alla rete di distribuzione locale;

– distribuzione locale ossia l’attività di trasporto sulle reti locali a media tensione e le linee a bassa tensione che permettono di portare l’energia elettrica sino alle abitazioni;

– misura, ossia le attività di gestione dei contatori e di rilevazione dei consumi ai fini della loro fatturazione.

La tariffa per gli oneri generali di sistema, compresa nel corrispettivo per i servizi di rete a remunerazione dell’attività di distribuzione locale, include i sussidi a beneficio di determinate attività o stakeholder non necessariamente legati al settore elettrico o alla correzione di una esternalità. Negli oneri generali di sistema rientrano, tra gli altri, i sussidi alla generazione rinnovabile e per il supporto al decommissioning (dismissione) del nucleare.

Le due componenti tariffarie sono aggiornate periodicamente dall’Autorità, e secondo gli stessi valori, per i consumatori in regime di maggior tutela e sul mercato libero. Condizioni diverse applicano, però, a seconda che i consumatori siano residenti (si veda la Tabella 1) o non residenti o con potenza installata superiore ai 3 kW (si veda Tabella 2).

La tariffa per i servizi di rete segue una struttura cosiddetta trinomia che include una quota energia (c€/kWh, centesimi di euro per kilowattora per anno), fissa (€/anno), e potenza, ossia per un ammontare (€/kW/anno) da moltiplicare per i kW di potenza impegnata. La tariffa a copertura degli oneri generali di sistema segue invece una struttura binomia corrisposta in quota energia e potenza.

La “quota energia” delle componenti tariffarie a copertura dei servizi di rete e degli oneri generali di sistema segue, inoltre, una struttura progressiva: le due componenti tariffarie si caratterizzano per un valore unitario (c€\kWh) che cresce, in misura più che proporzionale, all’aumentare dello scaglione di consumo di riferimento e quindi dei consumi di energia elettrica (si vedano le Tabelle 1 e 2, penultima e ultima colonna).

Per meglio capirsi è come se la signora Gina, recandosi dal panettiere per acquistare tre panini, spendesse €1 per il primo, €1,50 per il secondo, e €2,20 per il terzo, per una spesa complessiva di €4,70 anziché €3. Come avrebbe dovuto attendersi, del resto, in base alla ragionevole assunzione di pagare per il secondo e terzo panino tanto quanto per il primo.

Che succede adesso?

Nell’arco di due anni, la riforma tariffaria appena avviata andrà a superare la progressività tariffaria. Come? Attraverso questi interventi:

1 – dal 1° gennaio 2016, intervenendo sulla tariffa a remunerazione dei servizi di rete:

– eliminandone la progressività della quota energia (c€/kWh);

– rivedendone la struttura trinomia. I costi di misura, commercializzazione e distribuzione saranno coperti in quota fissa pro-cliente (€/anno) e in quota potenza (€/kW/anno) che, inoltre, aumenteranno;

– infine, la remunerazione dei costi per i servizi di trasmissione, la componente più rilevante della remunerazione per i servizi di rete, avverrà solo in quota energia (c€/kWh).

La misura riguarderà i consumatori residenti e non residenti e sarà adottata in più fasi per essere poi a regime nel 2017:

2 – dal 1° gennaio 2017, intervenendo sulla tariffa a remunerazione degli oneri generali di sistema:

– limitandone a due il numero di scaglioni di consumo;

– eliminandone la progressività della quota energia (c€/kWh).

Questo secondo insieme di interventi riguarderà i soli consumatori residenti. Per i non residenti sarà invece mantenuta l’attuale struttura della tariffa a copertura degli oneri generali di sistema.

Perché queste novità?

Il Regolatore ha inteso così promuovere, tra gli altri obiettivi, la cosiddetta elettrificazione dei consumi. Questo, favorendo l’installazione di apparecchiature elettriche efficienti come, per esempio, pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione oggi ostacolate dagli elevati costi di impiego dovuti proprio alla progressività della tariffa.

Ciò offrirà al consumatore la possibilità di sostituire, a seconda della propria convenienza, vettori come gas o gpl (per loro natura non rinnovabili) con l’elettricità. L’utilizzo di simili apparecchiature richiede, spesso, l’aumento della potenza installata.

Per questi motivi, AEEGSI ha inoltre previsto l’azzeramento transitorio dei costi (oggi 30 euro) che il consumatore sostiene per l’aumento della potenza installata. Ancora più importante, la previsione di introdurre una maggiore granularità nei livelli di potenza tra cui il consumatore potrà scegliere. Che significa? L’Autorità non specifica il “come” ma fa riferimento al fatto che ai consumatori sarà data la possibilità di scegliere tra livelli maggiormente differenziati di potenza installabile. Per esempio: oggi si può passare da 3kW a 4,5 kW o a 6. Domani, AEEGSI potrebbe permettere di passare da 3kW a 3,5 oppure 3,8 o 4 e così via.

L’aumento della quota fissa e potenza delle componenti tariffarie va nella stessa direzione. All’aumentare dei consumi, infatti, la loro incidenza unitaria si ridurrà.

Non ultimo, promuovendo bollette più trasparenti e cost-reflective (per un importo sempre più legato al costo effettivo per kWh e sempre meno distorto da fattori quali sussidi, progressività stessa della tariffa, imposte), il provvedimento intende incoraggiare una maggiore partecipazione dei consumatori al mercato. Questo, mediante una più semplice ed efficace identificazione della relazione spesa-consumi. Aspetto cruciale, quest’ultimo, per portare a compimento la piena apertura dei mercati retail come previsto dal recente Ddl Concorrenza.

Data l’importanza della riforma, per l’impatto che potrebbe avere per i consumatori in termini di innovazione e risparmio, è quindi importante che interventi che possano indebolirne l’efficacia siano attentamente ponderati. Misure come il canone Rai in bolletta o che, come sussidi e imposte, fanno della bolletta elettrica strumento di esazione e redistribuzione devono indurre ad attente riflessioni.

Tabella 1:  Condizioni economiche per i consumatori in regime di maggior tutela con abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata fino a 3 kW

Tabella 1: Condizioni economiche per i consumatori in regime di maggior tutela con abitazione di residenza anagrafica con potenza impegnata fino a 3 kW

Tabella 2: Condizioni economiche per i consumatori in regime di maggior tutela con potenza impegnata superiore a 3 kW o abitazione diversa dalla residenza anagrafica *condizioni fissate per i consumatori in regime di maggior tutela e riportate per completezza. Il dato è riportato per le sole tariffe biorarie che applicano a circa il 95% dei consumatori domestici in regime di maggior tutela ** le stesse condizioni applicano anche ai consumatori sul libero mercato

Tabella 2: Condizioni economiche per i consumatori in regime di maggior tutela con potenza impegnata superiore a 3 kW o abitazione diversa dalla residenza anagrafica

*condizioni fissate per i consumatori in regime di maggior tutela e riportate per completezza. Il dato è riportato per le sole tariffe biorarie che applicano a circa il 95% dei consumatori domestici in regime di maggior tutela
** le stesse condizioni applicano anche ai consumatori sul libero mercato

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